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Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia
La strada che parte da Minervino e porta fino a Gravina di Puglia è un
percorso ideale per apprezzare i suggestivi paesaggi e le numerose risorse naturali
che rendono unico e biologicamente ricchissimo territorio del Parco Nazionale
dell'Alta Murgia.
Istituito con legge n. 426 del 1998 il Parco Nazionale dell'Alta Murgia è delimitato
a nord dal fiume Ofanto e dal torrente Locone, a sud est dal mare Adriatico,
a sud ovest il confine è segnato da un ripido gradino che introduce la
vicina fossa bradanica.
Si estende su un territorio di 68.000 ettari. che per la maggior parte ricadono
in provincia di Bari e insistono su tredici comuni: Altamura, Andria, Bitonto,
Cassano delle Murge, Corato, Gravina di Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge,
Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Canterano in Colle, Spinazzola e Toritto.
Aride garighe, assolate, gravine, profondi canion, doline, inghiottitoi, lame,
cespuglieti ed arbusteti, cave, macchie boschive e boschi veri e propri, il Parco
comprende una gran varietà di ambienti più o meno degradati da
millenni di incendi, pastorizia, allevamento ed attività agricole. Il
territorio si presenta, ad un primo e superficiale approccio, spoglio, prevalentemente
sassoso, impervio e prevalentemente collinare.
Sotto queste mentite spoglie si nasconde un territorio ricchissimo di importanti
risorse naturali, in cui la natura rende i terreni brulli e sassosi pieni di
vita e di colori e dove il falco grillaio, specie simbolo del parco, ha trovato
l'habitat ideale per nidificare, rendendo il parco unico e strategicamente rilevante
a livello europeo.
Qui non è difficile scorgere piante ed orchidee rare, imbattersi in alaudidi,
nibbi, poiane, bianconi, falchi cuculo, gheppi, grillai, lanari, albanelle, gruccioni,
gru, barbagianni, civette, gufi, averle e molti altri rapaci.
Ma ciò che colpisce maggiormente è l'asprezza del paesaggio, la
colline sassose, i prati di urginea ed asfodelo inframmezzati da solitari arbusti
o piccoli alberi ancora in crescita, che fanno del territorio del parco l'area
steppica più estesa del territorio italiano. E' dominato da ambienti a
steppa,arbusteti, macchia mediterranea, gariga (per un totale di circa 50.000
ettari) e terreni coltivati, pareti rocciose e lembi boschivi (11.000 ettari).
La discontinuità del territorio è figlia del naturale ciclo biologico
di queste terre, che private della copertura boschiva originaria si trovano esposte
all'opera degli agenti atmosferici e dell'uomo. Proprio questa discontinuità è la
ricchezza vera del territorio, nel quale trovano rifugio una moltitudine di uccelli
e piante protette, la cui importanza è tale da essere state individuate
come habitat prioritario dalla direttiva Cee 92/43 "Habitat" e 79/409 "Uccelli".
Grande assente è l'acqua, che, lungi dallo scorrere in grandi fiumi di
superfice, si infiltra e scende nelle viscere di questa terra dando luogo a spettacolari
formazioni carsiche, come il Pulo di Altamura, o la gravina di Laterza , e di
Gravina di Puglia.
Le Grotte di Castellana
La loro scoperta risale al 23 gennaio 1938, ad opera dello speleologo Prof. Franco
Anelli in occasione di una campagna di ricerche speleologiche compiuta nelle
Murge Sud-orientali dall'Istituto Italiano di Speleologia.
Era nota nelle vicinanze di Castellana Grotte un'ampia e profonda voragine naturale
detta localmente La Grave, profondo 60 mt., dal quale ha inizio il vasto sotteraneo
naturale.
Delle Grotte di Castellana sono oggi noti circa tre chilometri di vie sotteranee;
la visita inizia con la discesa nel primo immenso cavernone dove un lucernario
naturale, vedi foto, di forma quadrangolare, illumina con la luce del sole la
Grave.
Subito dopo si entra nella Grotta Nera, cosi' chiamata per essere in parte ricoperta
da velature scure di funghi microscopici, portati dall'aria atmosferica.
A presto...lo staff di hotel Puglia